Unione Italiana Ciechi ONLUS
Sezione Provinciale di
Taranto

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GLI OCCHI DEL CORAGGIO.

Gli occhi del coraggio.


Gianmaria Dal Maistro, ipovedente, medaglia d'oro alle Paralimpiadi di Torino 2006, e alla sua guida Tommaso Balasso.

di Rachele Venco.


   Ventisei anni, 5 medaglie ParaOlimpiche, 2 Coppe del Mondo di specialità, 37 podi in Coppa del Mondo, 131 podi all'attivo e da 10 anni campione italiano.
Questi i numeri di Gianmaria Dal Maistro, classe 1980, l'atleta ipovedente della squadra nazionale italiana Sci Alpino disabili che ha regalato all'Italia l'oro nei Giochi Paralimpici di Torino 2006, e che ieri, insieme agli altri vincitori dell'oro nelle Olimpiadi e ParaOlimpiadi, è stato insignito dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi con il titolo di Commendatore. Al suo fianco, l'inseparabile Tommaso Balasso, atleta guida di Gianmaria da tre stagioni, ma soprattutto amico, tanto da essere stati ribattezzati i Tom e Jerry dello sci.
Abbiamo chiesto loro di raccontarci questa incredibile avventura. Che effetto fa a "Tom e Jerry" essere nominati Commendatori dal Presidente della Repubblica? Gianmaria: Avevo già conosciuto Ciampi nel 2002, quando mi aveva assegnato il titolo di Grande Ufficiale, ma a incontrare personaggi di tale rilevo non ci si abitua mai. Perché il nostro Presidente non è grande per il ruolo di prestigio che ricopre, ma soprattutto per la sua umanità. E sua moglie è esattamente come lui: l'ho conosciuta l'altro ieri al Quirinale, ed è stata una vera rivelazione. Una donna semplice, gentile, vera. Tommaso: Per me invece è stata la prima volta, un'emozione fortissima. Ed è proprio come ha detto Gianmaria, è la verità umana che traspare dal Presidente a colpire tanto chi lo incontra. Si sente che non svolge il suo ruolo solo per una questione di forma, ma con il cuore.
Il Presidente ha detto che gli atleti diversamente abili sono "un esempio di coraggio", combattendo quel senso che predomina anche nella gioventù di apatia e indifferenza". Parole simili - apatia e indifferenza, che si trasformano in colpevole silenzio - assomigliano molto a quelle pronunciate lunedì scorso da Don Ciotti, nel corso dell'Undicesima giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime di mafia. Cosa ne pensate? Tommaso: E' vero, è triste constatare questa mancanza di passione e di impegno tra i giovani. Oggi dominano i falsi miti, mentre oggetto di ammirazione e di imitazione dovrebbero essere quei personaggi il cui agire sia motivato da valori profondi, come ad esempio gli atleti diversamente abili. Sono entrato in questo circuito per un servizio che dovevo svolgere - sono un fotografo professionista - e sono rimasto stupito dalle tante persone fantastiche che ne fanno parte. Ciampi ha parlato di modelli di impegno e la serietà. Io aggiungo di gioia di vivere.
Tom e Jerry: un sodalizio sportivo e soprattutto umano, che vi vede impegnati nella sensibilizzazione verso la tematica della disabilità visiva, tanto da aver creato un sito Internet, www.whiteworld.it, quale punto di riferimento per la parte agonistica dello sci disabili. Parlateci di questo impegno.
Gianmaria: Il sito è nato da poco, ma è già diventato un punto di riferimento in cui si possono trovare informazioni sul mondo dello sci alpino vissuto dai diversamente abili. E' un modo per far conoscere a tutti le tante storie di chi, pur nella difficoltà della disabilità, vive lotta e vince, nello sci ma soprattutto nella vita.
Tommaso: La medaglia d'oro che abbiamo vinto ci ha posto al centro dell'attenzione mediatica. Oggi noi vogliamo utilizzare questa visibilità per sensibilizzare l'opinione pubblica nei confronti della disabilità, ricordando che davvero, attraverso la volontà e il sacrificio, si affrontano e si superano difficoltà che possono sembrare insormontabili.
Siete entrambi molto giovani, ma avete già raggiunto traguardi altissimi. Cosa sognate per il futuro? Gianmaria: Io voglio continuare ancora a lungo nel mio impegno sportivo, ma sono consapevole che la carriera di un atleta ha dei limiti temporali precisi. Sto quindi finendo l'università, facoltà di Informatica, per avere la possibilità di lavorare in un campo che mi appassiona.
Tommaso: Anche io ho una mia professione, come ho già detto sono un fotografo. Tuttavia la passione per lo sci è davvero grande, e il mio sogno nel cassetto riguarda la possibilità, per gli atleti che vivono nel mondo della diversa abilità, di poter vivere delle proprie sportive, come fanno gli atleti cosiddetti "normali". In concreto, spero che si aprano i gruppi sportivi militari anche ai disabili, permettendo loro di mantenersi economicamente attraverso l'impegno sportivo a livello agonistico. Questa sarebbe la medaglia più importante delle Paraolimpiadi di Torino 2006. Mi auguro che le istituzioni italiane la vincano.




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Ultimo Aggiornamento Luglio 2006.
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