Unione Italiana Ciechi ONLUS
Sezione Provinciale di
Taranto

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AMORE DI BRONZO.

Amore di bronzo.

DA: LA STAMPA
del 13/3/2006.

Silvia Parente, milanese, 36 anni, laureata in psicologia, con la sua guida (e fidanzato) Lorenzo Migliari: é alla sua terza Paralimpiade.

di: Daniela Cotto.


   Silvia ha vinto la prima medaglia azzurra alle Paralimpiadi, con la sua classe e gli occhi di Lorenzo: la Parente ha strappato un bronzo portando in trionfo l'Italia. "E' stata un'emozione fortissima - racconta a fine gara - non volevo correre questa libera, non é la mia gara, mi hanno convinto i miei allenatori. Il mio ritorno ai Giochi é coinciso immediatamente con un podio. Non é stato facile, perché la pista era ghiacciata e, soprattutto in alto, il vento era fortissimo. Per noi non vedenti, soprattutto, condizioni difficili. Felice? Di più. Ora affronto il resto delle gare con una straordinaria serenità".
  La milanese é alla sua terza esperienza paralimpica dopo il Giappone e la Norvegia (ha saltato Salt Lake) e alla sua seconda medaglia, dopo quella di Lillehammer '94 nello slalom. Sulla pista di Borgata, bella e molto tecnica come lo é stata anche durante le Olimpiadi, l'azzurra ha chiuso alle spalle dell'austriaca Sabine Gasteiger e alla veterana transalpina Pascale Casanova, la vincitrice.
  Nel bronzo di Silvia un ruolo particolare ce l'ha Lorenzo, bolognese, 40 anni, sciatore esperto, da undici anni guida della Parente e da dieci anche suo fidanzato: "Ci siamo conosciuti grazie allo sci, sulle piste di Piancavallo. Per un anno abbiamo fatto solo allenamenti da amici. Poi é scoccata la scintilla. E mi sono innamorato di lei. Silvia é una donna davvero fantastica, ha un grande coraggio". Le prende la mano, un gesto che conoscono a memoria: "Ho iniziato a fare la guida per caso - spiega Lorenzo -. Un giorno un gruppo di amici mi ha proposto di accompagnare in gara gli sciatori non vedenti. Ho accettato, anche se all'inizio ero un po' titubante. Poi sono stato stregato dall'ambiente e soprattutto da lei!".
Ride, la Parente: "Visto come faccio a scendere ai 60 chilometri l'ora? Seguo lui, la mia guida... e mi butto senza paura. Con il tempo si trova l'intesa, l'accordo totale. Ci succede anche di litigare. Però poi quando ci chiariamo passa tutto". A Casa Italia-Provincia di Torino, quartier generale del comitato paralimpico a Sestriere e degli atleti (la provincia con uno sforzo di un milione di euro ha rimesso a nuovo una casa cantoniera che accoglie gli ospiti con i prodotti tipici del Paniere) la accolgono con gioia e affetto: "Complimenti Silvia. Ma ti ha chiamato Ciampi?". "No - risponde lei -. Spero che mi chiami adesso! Avevo il telefonino staccato e non so davvero...". In attesa dei complimenti del presidente della Repubblica ci sono quelli di Alberto Tomba, che ha preferito disertare la partitissima Juventus-Milan per salire al Colle, stare con gli azzurri e tifare per loro: "Silvia ed io ci conoscevamo già. Si é allenata spesso sull'Appennino tosco-emiliano. Per lei é l'ultima Olimpiade e si merita questo trionfo. Aveva paura prima di scendere, era tesissima, invece poi si é superata ed é salita sul podio: grande. Questi atleti sono davveri strepitosi. Io li rispetto molto, sono persone e atleti straordinari".
  Tomba firma autografi, abbraccia Silvia: "E' la prima medaglia dello sci per l'Italia in tutti i Giochi, Olimpiadi incluse". Poi l'ex campione sfodera una delle sue celebri filastrocche che purtroppo non sono servite ad un altro azzurro famoso, Giorgio Rocca: "Chi ben comincia é a metà dell'opera. E adesso dopo il bronzo arriva l'argento e poi l'oro". L'Alberto nazionale - da sempre sensibile ai problemi dei diversamenti abili tanto che li ha anche voluti in gara nel celebre parallelo di Natale a Pila - sarà in pista anche stamattina per seguire il superG: "Ci tengo molto ad esserci". Silvia lo ascolta, si mette a posto i capelli. Il vento é freddo e tagliente: "Davvero la mia medaglia é stata un'impresa. Non era facile scendere con queste condizioni. Stasera festeggio e adesso, con la benedizione di Tomba, sento di poter volare anche di più, soprattutto nello slalom, la mia disciplina preferita".




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Ultimo Aggiornamento Luglio 2006.
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